venerdì 13 marzo 2026

13 MARZO - ALBO D'ORO GITE 2018

 ALBO D'ORO GITE 2018




Anno avaro di gite trek!

GG/MM

PERCORSO

TIPO

PRESENTI

15-lug

 CAPANNA BOVARINA

T

Salvo, Pico, Canio


13 MARZO - TREDISIN


Lo sai cos’è….. 

…il “tredesìn”? 

E’ una pietra rotonda di origine celtica che si trova nella navata centrale della chiesa di Santa Maria al Paradiso, in corso di Porta Vigentina. La pietra presenta tredici scanalature disposte a raggiera ed ha nel centro un foro dove, il 13 di marzo di ogni anno, viene inserita una croce di legno. Questo rito è collegato a un episodio che risale all’anno 52 dopo Cristo. 
Si narra che San Barnaba, giunto a Milano, incontrò un gruppo di pagani intenti a festeggiare il dio sole, rappresentato dalla pietra. Senza dire né ai né bai il santo afferrò una croce di legno e la conficcò nel foro, per stabilire una volta per tutte quale Dio avesse il diritto di essere celebrato in città. Quella pietra assunse quindi un significato sacro e per custodirla Sant’Ambrogio fece costruire la chiesa di San Dionigi, poi demolita alla fine del ‘700 per lasciare il posto ai giardini di Porta Venezia. Solo nel XVII secolo la pietra fu trasferita nella sua sede attuale dove oggi, con l’infissione della croce, Milano festeggia ogni anno “El tredesìn de marz”, che ricorda lo storico gesto attribuito a san Barnaba e celebra, con una settimana di anticipo sul calendario ufficiale, l’inizio della primavera. 
Di questa antica ricorrenza lo scrittore dialettale Emilio De Marchi, nel suo capolavoro in prosa intitolato "Milanin, Milanon" pubblicato nel 1902, parla così: E quii giornad del tredesin de Marz? Gh’era la fera, longa longhera, giò fina al dazi, coi banchitt de vioeurr, de gerani, coi primm roeus, e tra el guardà, l’usmà, el toccà, se vegneva via col coeur come on giardin, pensand al bell faccin de Carolina che sott al cappellin a la Pamela e col rosin sul sen la pareva anca lee la primavera....  



giovedì 12 marzo 2026

12 MARZO 2026 - MEZZA QUARESIMA

 La "sega vecchia” 





I tradizionali dolci di pan brioche saranno disponibili solo il giorno di mezza quaresima

Il giovedì che precede la penultima domenica della quaresima


dal web


La Festa di Mezza Quaresima a Casola Valsenio (RA) nel marzo 1957

Secondo la leggenda, un giovedì di mezza Quaresima una donna, invece di fare astinenza dalla carne, mangiò un salsicciotto. Fu quindi condannata a morte e giustiziata per stregoneria.

In tempi remoti questo giorno era dedicato alla penitenza e al digiuno, ma si è poi trasformato in una festa popolare: la vëcia da sghè, come viene chiamata in romagnolo, viene segata nella piazza del paese e dal suo ventre capiente escono giocattoli e dolci.

Rituali affini in altre parti d'Italia prevedono un rogo con cui si brucia un fantoccio che rappresenta la vecchia o la strega.

Secondo gli antropologi Baldini e Bellosi, la “Vecchia” è simbolo della Terra che, dopo il gelo dell'inverno, si riapre e si prepara a produrre i suoi frutti. Lo squarcio prodotto nel ventre della Vecchia «prelude e stimola il parto della terra, gravida dei futuri frutti e raccolti».