martedì 26 maggio 2026

26 MAGGIO - SAN LIBERIO DI ANCONA


San Liberio (Liverio, Oliviero) Venerato ad Ancona

DAL WEB

27 maggio


Etimologia: Liberio = signific. chiaro


Secondo un'antica tradizione della Chiesa anconitana, riportata dai cronisti del luogo, Liberio condusse vita eremitica, durante il sec. V, nei dintorni della città d'Ancona, ove già si indicava una grotta in cui egli trascorreva il tempo nella contemplazione e nella penitenza. Fu sepolto nella chiesetta di S. Silvestro, situata nel suburbio, e la sua tomba fu oggetto di venerazione e meta di pellegrinaggi.
Essendo la chiesetta, a cui era stato dato il titolo di S. Liberio, esposta agli attacchi dei pirati, il corpo fu trasferito nella parte piú sicura ed elevata della città, presso la chiesa di S. Lorenzo, ove sorge attualmente la cattedrale di S. Ciriaco. Tanta importanza ebbe il culto di Liberio fin dall'antichità che il suo corpo fu per secoli conservato nel famoso sarcofago paleocristiano, appartenente in origine al magistrato imperiale Flavio Gorgonio. Successivamente, la figura di Liberio nei monumenti iconografici apparve vicino a quella dei santi patroni locali, s. Ciriaco e s. Marcellino; ciò spiega anche la fioritura di racconti leggendari, che si ebbe nei tardi secoli del Medioevo e la confusione e le incertezze che questi hanno creato intorno alla personalità storica del santo.
Gli Atti, che ne possediamo e a cui si sono ispirate anche le lezioni del Proprium anconitanum, contengono, secondo il giudizio del bollandista Papebroch, elementi chiaramente favolosi e non risalgono oltre il sec. XIII; non è da accettarsi, peraltro, l'ipotesi dello stesso, che il santo sia un eremita o canonico del sec. XIII. Basti ricordare che l'invocazione in onore di s. Liberio appare nei frammenti di alcuni "usi liturgici" anconitani, certamente anteriori al mille; una chiesa in suo onore è ricordata in un documento del 1051 e la figura del santo appare accanto a quella di altri santi anconitani in una lastra graffita del sec. XI-XII.
Una solenne ricognizione delle reliquie del santo avvenne nel 1756, sotto il vescovo Mancinforte, che le volle in seguito esposte alla pubblica venerazione in un'urna marmorea della cripta dei santi protettori presso la cattedrale di S. Ciriaco, ove si conservano attualmente.


Autore: Mario Natalucci

domenica 24 maggio 2026

24 MAGGIO - EMILIO BIANCHI


Emilio Bianchi

Nascita Ancona, 22 febbraio 1882
Morte Hudi Log, 24 maggio 1917



Corpo Genio militare
Reparto 84ª Compagnia, I Battaglione, 1º Reggimento Genio Zappatori
Anni di servizio 1916-1917
Grado Soldato
Guerre Prima guerra mondiale


Emilio Bianchi (Ancona, 22 febbraio 1882 – Hudi Log, 24 maggio 1917)
è stato un militare italiano, medaglia d'oro al valor militare.





Iscrizioni:
Soldato del Genio sempre primo ove più grave era il pericolo raggiungeva sotto violento fuoco la trincea nemica. Colpito da una granata avversaria che gli asportava la gamba sinistra, con mirabile sangue freddo estraeva dalla tasca un coltello e tagliando i lembi della carne sanguinante alzava nella mano destra la gamba mozzata gridando parole magnifiche di incoraggiamento ai propri compagni rivolgendosi poi al proprio Ufficiale esclamava "Viva l'Italia". Il giorno seguente perdeva la vita.

Hudi Log 24 maggio 1917