giovedì 20 agosto 2026

20 AGOSTO - COLLETTIVO BIANCOROSSO - PARTE QUARTA


 COLLETTIVO BIANCOROSSO - PARTE QUARTA




Vi consiglio delle buone letture:


Titolo: Febbre a 90º Autore: Hornby Nick

Titolo: Fùtbol Storie di calcio Autore: Osvaldo Soriano

Titolo: Splendori e miserie del gioco del calcio Autore: Eduardo Galeano


Poesie

Squadra paesana

Anch'io tra i molti vi saluto, rossoalabardati,

sputati

dalla terra natia, da tutto un popolo

amati.

Trepido seguo il vostro gioco.

Ignari

esprimete con quello antiche cose

meravigliose

sopra il verde tappeto, all'aria, ai chiari

soli d'inverno.

Le angoscie

che imbiancano i capelli all'improvviso,

sono da voi così lontane! La gloria

vi dà un sorriso

fugace: il meglio onde disponga. Abbracci

corrono tra di voi, gesti giulivi.

Giovani siete, per la madre vivi;

vi porta il vento a sua difesa. V'ama

anche per questo il poeta, dagli altri

diversamente - ugualmente commosso.

Umberto Saba


Goal

Il portiere caduto alla difesa

ultima vana, contro terra cela

la faccia, a non veder l’amara luce.

Il compagno in ginocchio che l’induce

con parole e con mano, a rilevarsi,

scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla- unita ebrezza - per trabocchi

nel campo. Intorno al vincitore stanno,

al suo collo si gettano i fratelli.

Pochi momenti come questo belli,

a quanti l’odio consuma e l’amore,

è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere

- l’altro - è rimasto. Ma non la sua anima,

 
con la persona vi è rimasta sola.

La sua gioia si fa una capriola,

si fa baci che manda di lontano.

Della festa - egli dice - anch’io son parte.

Umberto Saba



mercoledì 19 agosto 2026

19 AGOSTO - COLLETTIVO BIANCOROSSO - PARTE TERZA


 COLLETTIVO BIANCOROSSO - PARTE TERZA


DORICI OLE’


Parte Terza

Ricordi sparsi
Nel campionato di Serie B del 2003/04 la squadra dorica , guidata da Gigi Simoni,
conquistò la promozione all’ultima giornata, e per tutta riconoscenza Ermanno Pieroni
licenziò l’allenatore, cose dell’altro mondo.
Quindi si parte per grandi traguardi, qualcuno arrischia il pronostico di Zona UEFA,
l’allenatore è Manichini, secondo di Carletto Mazzone in tanti anni di onesta
militanza in serie A e B.
L’inizio disastroso determina l’allontanamento dell’incolpevole Menichini, l’arrivo
sulla panchina dorica di Nedo Sonetti, un attempato e robusto signore ormai da tanto
tempo distante dai campi di calcio, di lui si ricordano alcuni anni sulla panchina
dell’Atalanta e dell’Inter, ma soprattutto delle comode e tranquille apparizioni alle
trasmissioni di carattere scientifico/culturale curate da Maurizio Mosca a dissertare di
massimi sistemi e sbirciare le generose scollature di qualche letterina bionda o mora.
Con il vecchio Nedo la situazione non cambia, il presidente per Natale fa arrivare dei
rinforzi, gente di esperienza pagata a gettone, capirai che impegno….
Comunque si affacciano alla ribalta dorica giocatori come Dino Baggio, fermo da un
paio di anni ed altri sulla stessa lunghezza d’onda.
Tante partite, molte sconfitte e solo qualche pareggio, pochini a dire il vero.
Da qui il colpo di genio, si cambi ancora allenatore, ed ecco arrivare Giovanni
Galeone, mentore della zona, l’allenatore aveva allenato il Pescara di Junior
raggiungendo discreti risultati, ma con i dorici riesce solo a confermare quanto fatto
dai suoi predecessori.
Direi adesso di parlare di vita vissuta, o meglio delle uscite del sottoscritto allo stadio
Meazza per vedere le partire di Intenazionale – Ancona eMilan – Ancona.
Entrambe le partite hanno avuto un unico finale, netta sconfitta della squadra ospite, e
sugli splati oltre al sottoscritto alcuni estemporanei sostenitori del club dorico, ma
andiamo con ordine.
Intenazionale – Ancona, siamo sul finire del 2003, George (alias ilcompagnogiorgio ), Bongo ed il sottoscritto si
recano al Meazza per tifare biancorosso ed ho detto tutto.
Siamo sulla tribuna arancione, buona visuale, soprattutto per i gol che l’Inter infila
nella porta del povero portiere biancorosso.
La partita non ha storia, i nerazzurri segnano alla metà del primo tempo e per gli
ospiti tutta una prestazione in salita, direi come se il sottoscritto si mettesse a scalare il
Mottarone, un calvario altro che gesto atletico.


Per l’altra uscita meneghina dei dorici, mi piace riportare un fatto esemplare, Jardel, il

centravanti più forte del mondo, alcuni di noi l’hanno visto alla Scala del calcio,

stadio Meazza, e ne conserviamo un bellissimo ricordo.

Bene eravamo Pablobiz, Bongo, Imbe , Luca ed il sottoscritto , sugli spalti del Meazza

per seguire le gesta della squadra Dorica contro il Milan di Kakà, Sheva, Nesta ,

Maldini e Pirlo in un freddo gennaio del 2004.

Bene i dorici riescono a tenere per tutto il primo tempo in maniera onorevole, nel

senso che a parte qualche tiro alla ‘viva il parroco’ per il resto il tempo passa senza

prendere gol dal Milan.

Purtroppo nel secondo tempo, la rovina, cinque gol, se non sbaglio doppietta di Kakà

e tutto lo stadio che cantava e saltava all’unisono su di questo motivetto: ‘Siamo

venuti fin qua, siamo venuti fin qua, per vedere segnare Kakà’

Ed ho detto tutto.

Nel mezzo di questo marasma, un pancione in pantofole bianche girava per il campo,

attestato nei pressi della lunetta della porta del Milan, non si capiva bene se era il

giardiniere del condominio che stava verificando il prato o il solito pensionato che per

arrotondare esegue dei lavoretti di idraulica. Orribile a dirsi,invece, era Jardel;

quando ce ne siamo resi conto, l’abbiamo seguito con attenzione e teneramente

incoraggiato a non demordere ed a continuare la partita e soprattutto di tenere alto

l’impegno agonistico, direi più idoneo ad una partita di calcio balilla che di

campionato di calcio di qualsiasi serie….

Il resto del campionato scorre solo col dubbio di riuscire ad indovinare i gol al passivo

della squadra, ben poca gioia per degli appassionati di calcio

Quindi l’epilogo, il fallimento della squadra e l’iscrizione della nuova società nel

campionato di serie C2, ma questo già l’abbiamo detto.

Bene, spero di non avervi annoiato con questi racconti e ricordate sempre:

FORZA DORICI

martedì 18 agosto 2026

18 AGOSTO - COLLETTIVO BIANCOROSSO - PARTE SECONDA

 COLLETTIVO BIANCOROSSO

GRANDE DORICI


Parte Seconda
Ricordi sparsi
Come quasi tutte le squadre, l’Ancona ha militato nelle serie cosiddette minori, dalla Serie D in su, almeno questo.
Stadio Dorico - La Gradinata

Nella puntata precedente ho dimenticato di dire che all’inizio la squadra si chiamava U.S. Anconitana, e solo negli anni 70 prese il nome di Ancona Calcio SPA.
Con il vecchio nome ebbe momenti di gloria negli anni quaranta partecipando ad un girone SUD della Serie A, campionato poi vinto dalla Roma, vi potete immaginare il clima.
Bene Serie A, girone Sud, e poi tanti campionati dalle parti della Serie D e , C e B, fino al grande salto con Edoladro in serie A, 1992/93.
Edoladro, al secolo Edoardo Longarini, il grande presidente, palazzinaro romano che nella più classica tradizione ha voluto abbinare il motto ‘panem et circem’, e così dopo aver mangiato quello che si poteva a Roma, ha pensato di prendere le redini della squadra di calcio, circem, e di presidiare tutti gli appalti stradali di Ancona e provincia, panem, per lui (n.d.r.)


Sergio Zarate el raton
Questa gioiosa parentesi ha fatto si che l’Ancona potesse approdare al grande palcoscenico della Serie A, nell’ultimo scorcio del secolo scorso, vedendo giocare gente come Ruggeri, argentino di classe cristallina, quando era giovane e vinceva il campionato del mondo del 1978; Zarate detto el raton, il più piccolo centravanti argentino, penso più basso di nanugalderisi; Detari, principe magiaro genio e sregolatezza, castigatore dell’Inter al Del Conero; Glonek, onesto operaio titolare della nazionale di qualche repubblica sorta dopo la caduta del Muro di Berlino.
Per gli italiani, basta ricordare Pecoraro Scanio, fratello del parlamentare dei verdi, Centofanti, il Thomas Millian del calcio, che poi giocherà a San Siro sulla sponda nerazzurra.
Felice Centofanti

Mi raccomando, arrivammo penultimi si, ma sempre davanti al Pescara, ed ho detto tutto!